** Se Facebook fosse un abito, sarebbe così…

** Se Facebook fosse un abito, sarebbe così…

Facebook Ads solo 90 caratteri.

Anche i Facebook Ads sono cambiati**

I cambiamenti di Facebook non si limitano solo al profilo, che pian pianino diventeranno tutti con il nuovo look, del “Diario”, anche la lunghezza del testo per i Facebook Ads è stata ridotta a 90 caratteri.


Quindi chi usa Facebook anche per fare pubblicità online d’ora in poi, si dovrà adattare e fare i testi delle proprie inserzioni ridotte rispetto a ieri. Massimo 90 caratteri.

Google integra Google+ nella Ricerca

Search, plus Your World

Una notizia apparsa direttamente sul Blog ufficiale di Google, una decisione che sta causando alcune polemiche e dissapori fra Google e Twitter che accusa: “con Search plus Your World Google ci danneggia”!

La Search plus Your World è il modo di Google per annunciare l’integrazione di Google+ all’interno delle ricerca. Informazioni personali, foto, video e preferenze dei nostri amici avranno peso all’interno delle nostre ricerche.

La ricerca di Google si fa sempre più sociale. Google che sta puntando davvero forte sul social network Google+ e la sua integrazione all’interno dei propri servizi, fa un altro passo in avanti, e crea la Search plus Your World, inasprendo la sfida con Facebook. Con questa novità - per ora limitata agli utenti di Google.com, e in futura estesa agli altri domini - vuole “portare il vostro mondo, ricco di persone e informazioni, all’interno della ricerca”, scrive l’azienda.

"Stiamo trasformando Google in un motore di ricerca che capisce non solo i contenuti, ma anche le persone e le relazioni. Abbiamo iniziato questa trasformazione con la Ricerca sociale e oggi stiamo facendo un altro grande passo in questa direzione introducendo tre nuove funzioni".

La prima tra queste novità è Risultati personali, attraverso cui potete trovare informazioni solo per voi, come le foto e i post di Google+, vostri o condivisi espressamente con voi e che solo voi potrete vedere nella pagina dei risultati. La seconda riguarda l’introduzione dei Profili nella Ricerca, sia nel completamento automatico che nei risultati, per trovare immediatamente persone a cui tenete o che desiderate seguire.

L’altra novità dovrebbe consentire una ricerca a misura di utente ed è stata soprannominata “Persone e Pagine Google+”, per trovare i profili delle persone e le pagine Google+ correlate a un argomento o a un’area di interesse specifica e seguirli con pochi clic.

Se ad esempio volete cercare la destinazione di una vacanza, con Search plus Your World potete trovare post di amici condivisi su Google+ pertinenti e che descrivono il viaggio da cui sono appena tornati, sia che l’abbiano condiviso privatamente con voi o reso pubblico. “Potete trovare bellissime foto delle vacanze dei vostri amici direttamente nella pagina dei risultati di ricerca. Potete anche trovare le vostre foto private su Google+ e Picasa in base alle didascalie, ai commenti e al titolo dell’album”.

L’integrazione dei profili nella ricerca permetterà di avere un sistema efficace per connettervi alle persone istantaneamente, direttamente dai risultati di ricerca. “Digitando le prime lettere del nome di un vostro amico viene visualizzata una previsione personalizzata del profilo nel completamento automatico. 

Selezionando un profilo, si apre una pagina dei risultati relativa a quell’amico che include informazioni prese dal suo profilo Google+ e risultati web pertinenti che possono essere correlati a quella persona. E questa esperienza personale può essere istantanea, grazie a Google Instant”.

"Infine se cercate un argomento come [musica] o [baseball], potreste vedere persone note che discutono spesso di questo argomento su Google+ comparire sul lato destro della pagina dei risultati. Potete connettervi con loro su Google+, avviare interessanti conversazioni e scoprire intere community in un modo che semplicemente non era possibile prima".

Per rimanere in tema di sicurezza e privacy, Google ricorda che le ricerche sono protette da crittografia SSL e che con queste novità presenta anche elementi d’interfaccia e impostazioni di controllo simili a quelli in Google+. I risultati personali sono chiaramente contrassegnati come “Pubblico”, “Con restrizioni” o “Solo tu”. Inoltre, le persone che compaiono nei risultati sono distintamente contrassegnate con la cerchia di Google+ a cui appartengono o come connessioni suggerite.

"Stiamo anche introducendo un nuovo pulsante ben visibile nella parte superiore della pagina dei risultati tramite il quale potete vedere come appaiono i vostri risultati di ricerca senza includere alcun contenuto personale. Con un solo clic potete passare alla versione non personalizzata dei risultati di ricerca". Tale impostazione è di base limitata a una singola sessione di ricerca, ma potete renderla di default.

Potete trovare ulteriori informazioni sul Blog di Google.

SEO senza Social Media? Diverrà solo un ricordo

Più volte abbiamo parlato del potere dei social media, e in questo 2012 il tema social media avrà ancora più importanza, e toccherà addirittura anche chi fa SEO.  Al meno stando alle previsioni degli esperti.

Sono 8 Predictions for SEO in 2012, secondo l’autorevole Rand Fishkin di SEOmoz.

1. Bing crescerà lievemente negli USA, ma rimarrà sotto il 20% mentre Google salirà a più dell’80%

Secondo comScore, Bing + Yahoo! costituiscono circa il 30% del mercato nordamericano, contro il 65% circa di Google.  Secondo Statcounter  invece, Google è circa all’82% mentre Bing + Yahoo! sono circa al 16%.

La ragione principale, non sta nella sola fedeltà al brand e all’inerzia nei confronti di Google, ma soprattutto sta nelle sue performance superiori sulle query da coda lunga.

2. La SEO senza l’uso dei Social Media diverrà un ricordo del passato

SEO e social media marketing sono già intrinsecamente intrecciati, ma si pensa che nel 2012 il confine si sfumerà ancor di più, così come successe fra SEO e link building nel 1999-2000. Non è solo che i fattori sociali si stanno facendo strada negli algoritmi di ranking (in modo diretto e indiretto), ma anche che il social sta diventando il metodo dominante di condivisione e scoperta degli utenti del web. Il link graph resterà utile per gli anni a venire, ma lo share graph sta intaccando la sua capacità di mostrare cose nuove, interessanti, utili, rilevanti e di alta qualità.

 Questa tendenza potrebbe indebolire il concetto di SEO, e porterà quelli che hanno usato il nome “SEO” per descrivere la propria professione per oltre un decennio a migrare verso qualcosa di più ampio.

3. Google intraprenderà finalmente forti azioni nei confronti di chi manipola i link ai fini di spam

Uno dei principali punti deboli di Google (e anche di Bing) è quello di affidarsi eccessivamente ai link per determinare il posizionamento di un contenuto all’interno delle SERP.

La previsione è che nel 2012 il team di ricerca di Google lancerà dei cambiamenti algoritmici, atti a svalutare i link di bassa qualità. Il linkspam ha creato diversi imbarazzi, e indebolito la fiducia che molti ripongono nei confronti di Google. Esattamente come le content farm sono state colpite nel 2011, credo che gli spam link lo saranno nel 2012.

4. Pinterest sfonderà

Gli ultimi 4 anni hanno visto Facebook, Twitter, LinkedIn, Foursquare e Tumblr superare i 10 milioni di utenti. Nel 2012, Pinterest probabilmente farà lo stesso.

Non stupirti dunque se ne prossimi mesi vedrai un sacco di post, scritti da marketer, su come sfruttare Pinterest per condividere contenuti e trovare potenziali clienti.

5. L’uso di annunci pubblicitari troppo aggressivi rischierà di essere un boomerang per Google

6. La keyword “(not provided)” supererà il 25% delle ricerche sul web

Nonostante le dichiarazioni di Google, gli accessi da “(not provided)” rimarranno in doppia cifra, e per la fine del 2012 1/4 di tutte le ricerche sarà effettuata da utenti loggati (che quindi figureranno con keyword anonime). Google sta lavorando duramente per spingere Android, Google+, Google Apps e Gmail, il che aumenterà nel tempo questa percentuale.

 7. Assisteremo alla nascita di un serio programma di certificazione

La search e l’inbound marketing hanno bisogno di un programma che aiuti i giovani talenti a diventare professionisti maturi. Oggi SEMPO, Market Motive, Inbound Marketing University, Search Engine College e diversi altri forniscono questo genere di servizio, ma nessuno di loro è uno standard nel settore.

8. Google renderà molto difficile fare SEO per chi non utilizza Google+

Google ha da poco inserito nelle SERP le “pagine brand” di Google+, nonché le Cerchie e i +1. E ha introdotto il rel=”author” per permettere di identificare l’autore di un contenuto. Penso che nel 2012 gli sforzi di Google vadano nella direzione di legare i risultati organici ai suoi sistemi di login/verifica. Questo non solo per incoraggiare/forzare l’utilizzo del suo social network, ma per legare insieme i segnali sociali, di ranking e di visibilità (e probabilmente per combattere meglio spam e manipolazioni).

Due considerazioni finali:

Di positivo per i marketer c’è una più stretta integrazione con la piattaforma social, che premierà coloro che sapranno gestire con successo SEO e social media marketing. E anche (si spera) sarà un vantaggio per chi usa tecniche white hat atte a costruire un brand, riducendo l’efficacia di cose come i domini a corrispondenza esatta o i link spammosi.

Di negativo c’è che in questo modo Google riuscirà ad ottenere dati su tutto ciò che facciamo online, rendendolo ancora più forte di quanto non lo sia già oggi.

Perché Facebook è importante per le aziende?

È molto semplice, Facebook consente a qualsiasi azienda di restare in contatto con gli utenti in qualsiasi momento e ovunque si trovino, via computer o dispositivo mobile, a casa o in ufficio, mentre guardano la TV o fanno shopping con gli amici. Ciò consente alle aziende di creare esperienze sociali complete, instaurare rapporti duraturi e dare ulteriore risonanza alla strategia di marketing più potente in assoluto: il passa parola.

Entrare in contatto con le persone è solo l’inizio.

Primo passo consiste nel creare la vostra presenza con una Pagina Facebook

Creare un’esperienza sociale sui vostri prodotti e servizi online, che sia coinvolgente e personalizzata.

Pubblicizzare o Creare Offerte 

La creazione di questi punti di contatto su Facebook consente di iniziare a costruire una base di fan e coinvolgere i clienti. Le Inserzioni “Mi piace” su Facebook sono il modo più rapido per conquistare nuovi fan. Grazie alla pubblicazione e al coinvolgimento dei fan in conversazioni potrete approfondire i rapporti e ottenere preziose informazioni.


Facebook trasforma l’acquisto in una decisione sociale, consentendo alle persone di condividere preferenze e acquisti, online e nel mondo reale. Facebook consente di creare eventi promozionali virali e pubblicizzare o creare offerte. 

Ogniqualvolta un utente interagisce con l’azienda, la relativa azione viene pubblicata nella sezione Notizie, generando passaparola. Queste notizie generate sono estremamente efficaci per coinvolgere gli altri utenti e invitarli all’azione;

 

Proprio come nel mondo reale, creare rapporti con le persone su Facebook richiede tempo e costituisce un investimento sul lungo periodo.

Insieme, questi strumenti garantiscono l’efficacia della pubblicità indiretta con la portata e la prevedibilità di quella diretta. Ogni campagna che viene eseguita ha un impatto prolungato grazie ai rapporti che vengono costruiti. Si tratta di un nuovo tipo di passa parola, e le ricerche dimostrano che è doppiamente efficace per ottenere i risultati desiderati.

 

Facebook vi consente di ottenere feedback in tempo reale dagli utenti offrendovi la possibilità di riproporre immediatamente i contenuti.

 

Facebook deve essere integrato con altre iniziative di marketing di ampio respiro e diventare parte delle strategie per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

 

Facebook è il posto ideale per dare vita alla personalità del vostro marchio mediante una strategia di comunicazione originale e uniforme.

 

Obiettivi di Facebook

Promozione dello sviluppo e dell’innovazione dei prodotti

Incremento della popolarità

Indirizzamento delle preferenze e differenziazione

Incremento del traffico e delle vendite

Fidelizzazione e approfondimento dei rapporti

Amplificazione di consigli e passaparola

Accesso a informazioni strategiche

 

Individuazione e perfezionamento del pubblico di destinazione

Tutte le attività su Facebook e in generale in queste rete sociali, sono virali in quanto tutte le azioni intraprese vengono pubblicate e rimangono visualizzate nella sezione Notizie.

Ogni volta che un utente conferma la propria partecipazione a un evento, seleziona o si registra in un luogo, l’azione corrispondente viene condivisa con tutti i suoi amici. Questa combinazione di passaparola e della capacità di approfondire il coinvolgimento dei clienti presso il punto di acquisto (sul sito Web o in loco) è incredibilmente potente per incrementare traffico e vendite.

I social network vuol dire proprio rete sociale il che significa che si basano principalmente sui rapporti. Le persone che seguono la Pagina Ufficiale di un’azienda, stanno dicendo che desiderano instaurare un rapporto con la stessa. Questa connessione consente all’azienda di creare e approfondire i rapporti con i clienti più fedeli e consente loro di parlare del proprio marchio con i loro amici. Visto il tipo di informazioni che gli utenti condividono su Facebook, twitter ecc, è possibile creare esperienze altamente personalizzate per incrementare il coinvolgimento e la fidelizzazione nel corso del tempo.

Facebook consente all’azienda di apprendere preziose informazioni sui potenziali clienti, osservandone le azioni e comunicando direttamente con loro. È ideale per conoscere in modo più approfondito i propri clienti e cosa pensano di voi.

Facebook in Italia 21 milioni di persone ne fanno uso
 
Siamo in tanti ad usare i social network. Pensate con solo su Facebook gli italiani sono 21 milioni…   
 
Il blogger Vincenzo Cosenza (autore dell’Osservatorio Facebook) ha tirato fuori una delle sue famose infografiche sul mondo dei social media. Questa volta si parla di Facebook (vedi sotto). In Italia gli iscritti sono arrivati a 21 milioni.
Il casco va su Facebook. O quasi. Ecco le foto.
Un numero notevole se si pensa che i navigatori abituali sono 27 milioni, secondo l’ultima rilevazione Audiweb.
I 50 migliori profili italiani di Twitter. Guarda la classifica.
Scrive Cosenza sul suo blog: "Addirittura più della metà, 13 milioni, accedono ogni giorno. Il dato è impressionante se si pensa che Audiweb dice che nel giorno medio sono 13,9 milioni gli italiani che usano Internet (da considerarare le diverse metodologie di rilevazione: Audiweb usa un panel di navigatori, Facebook traccia gli utenti attraverso i suoi server).
Guarda tutti i giochi da fare online (sui social network).
Infine dei 9 milioni che usano la rete da dispositivo mobile, ben 7,5 entrano anche nel luogo di aggregazione digitale più grande d’Italia (erano 4 a gennaio)”.
Come si vede dal grafico la regione più rappresentata è il Lazio, seguito da Lombardia e Campania. Fanalino di coda è il Molise. Le donne sono in minoranza (46%), mentre la fascia d’età più presente è quella che va dai 19 ai 24 anni.

Facebook in Italia 21 milioni di persone ne fanno uso

 

Siamo in tanti ad usare i social network. Pensate con solo su Facebook gli italiani sono 21 milioni…   

 

Il blogger Vincenzo Cosenza (autore dell’Osservatorio Facebook) ha tirato fuori una delle sue famose infografiche sul mondo dei social media. Questa volta si parla di Facebook (vedi sotto). In Italia gli iscritti sono arrivati a 21 milioni.

Il casco va su Facebook. O quasi. Ecco le foto.

Un numero notevole se si pensa che i navigatori abituali sono 27 milioni, secondo l’ultima rilevazione Audiweb.

I 50 migliori profili italiani di Twitter. Guarda la classifica.

Scrive Cosenza sul suo blog: "Addirittura più della metà, 13 milioni, accedono ogni giorno. Il dato è impressionante se si pensa che Audiweb dice che nel giorno medio sono 13,9 milioni gli italiani che usano Internet (da considerarare le diverse metodologie di rilevazione: Audiweb usa un panel di navigatori, Facebook traccia gli utenti attraverso i suoi server).

Guarda tutti i giochi da fare online (sui social network).

Infine dei 9 milioni che usano la rete da dispositivo mobile, ben 7,5 entrano anche nel luogo di aggregazione digitale più grande d’Italia (erano 4 a gennaio)”.

Come si vede dal grafico la regione più rappresentata è il Lazio, seguito da Lombardia e Campania. Fanalino di coda è il Molise. Le donne sono in minoranza (46%), mentre la fascia d’età più presente è quella che va dai 19 ai 24 anni.

Gli italiani usano Facebook come principale veicolo anche per comunicare le scuse.

 
 
È quanto sostiene la commissionata all’Istituto SWG da Unibet, che ha condotto una ricerca sugli italiani e le loro mille scuse. L’indagine ha analizzato le risposte di un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 64 anni, fotografando il rapporto degli italiani con le scuse. 
 
“Siamo in ritardo per l’ufficio, con il fidanzato o per la cena in famiglia. Ci siamo attardati sotto le coperte, o a fare shopping, o semplicemente abbiamo cercato di ritardare un incontro non gradito.”
Eppure, per giustificarci, ci trasformiamo in artisti. “Scusa il ritardo, ma sai, ho incontrato un VIP per strada e ho perso tempo per l’autografo”, oppure:  ”Mi si è impigliato il vestito nella portiera e sono corsa a cambialo”, per non parlare di chi inventa: “Mi si è rovesciato un carico di arance davanti all’auto”… Insomma, la fantasia non fa difetto. il 17% della popolazione è un professionista della scusa, mentre il 52% mente solo ”qualche volta”. E uomo o donna, nord o sud, quando c’è da inventare scuse, nessuno si tira indietro.   
 
Il web si dimostra, in questi casi un grande palcoscenico dei pretesti. E’ il veicolo principale in cui comunicare una scusa: nel 34% dei casi gli intervistati affermano di usare per questo scopo proprio i social network, come Facebook e altri.
Oppure per prendere spunto attraverso video, commenti, post (21%) o di chiedere aiuto agli amici sempre per trovare la giustificazione migliore dietro cui nascondersi ad ogni occasione (17%). L’arte della scusa, però non sta solo nell’inventare un pretesto: bisogna anche saperlo reggere. In effetti, il 16% degli intervistati ammette di essere stato “pizzicato”  proprio sul Web, luogo virtuale in cui si può venir colti in flagrante nel momento scelto per accampare un impegno inderogabile. Le giustificazioni truffaldine in versione 2.0 sono dunque anche tra le più difficili da gestire.
 
Per qualcuno la scusa è una fatica (32%, soprattutto donne e 45-54enni), mentre per altri è un’arte da coltivare (21%, giovani e soggetti con alta scolarità), o addirittura una necessità (25%, soprattutto per 55-64enni) o uno stile di vita (per il 13% del campione). 
Le scuse più gettonate per gli uomini sono: ho una riunione di lavoro 43%
"c’era molto traffico" (37%), "è soltanto un’amica" 32%, non c’era campo (26%), mentre le donne dicono: "ho un terribile mal di testa" (61%); "non sono a dieta, semplicemente non ho fame" (32%), "no, non ho pianto, mi è andato qualcosa nell’occhio" (26%). 
 
In realtà gli italiani accampano scuse per motivi di solito piuttosto banali: E il mal di testa per le donne (61%) e l’impegno di lavoro per gli uomini (43%), restano comunque le più gettonate….  Si ricorre a un pretesto, oltre che per evitare un impiccio, anche per non  dover rinunciare a qualcosa a cui si tiene: questo vale per il 21% degli intervistati. Il 30%.  Tra gli altri motivi per cui si ricorre a una scusa spiccano la vogli di evitare i pranzi, incontri o riunioni (36%), per non aver rispettato o aver dimenticato un impegno preso (31%), perché siamo in ritardo ad un appuntamento (28%), per pigrizia (26%), per aver dimenticato anniversari, compleanni, date importanti (11%), ma anche per nascondere un tradimento (10%). Infine, ultimo dato da sottolineare, la scusa accomuna tutti, ma proprio tutti: solo l’1%, infatti, dichiara orgogliosamente: “Non trovo mai scuse”. 
 

Gli italiani usano Facebook come principale veicolo anche per comunicare le scuse.





 

 

È quanto sostiene la commissionata all’Istituto SWG da Unibet, che ha condotto una ricerca sugli italiani e le loro mille scuse. L’indagine ha analizzato le risposte di un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 64 anni, fotografando il rapporto degli italiani con le scuse. 

 

“Siamo in ritardo per l’ufficio, con il fidanzato o per la cena in famiglia. Ci siamo attardati sotto le coperte, o a fare shopping, o semplicemente abbiamo cercato di ritardare un incontro non gradito.”

Eppure, per giustificarci, ci trasformiamo in artisti. “Scusa il ritardo, ma sai, ho incontrato un VIP per strada e ho perso tempo per l’autografo”, oppure:  ”Mi si è impigliato il vestito nella portiera e sono corsa a cambialo”, per non parlare di chi inventa: “Mi si è rovesciato un carico di arance davanti all’auto”… Insomma, la fantasia non fa difetto. il 17% della popolazione è un professionista della scusa, mentre il 52% mente solo ”qualche volta”. E uomo o donna, nord o sud, quando c’è da inventare scuse, nessuno si tira indietro.   

 

Il web si dimostra, in questi casi un grande palcoscenico dei pretesti. E’ il veicolo principale in cui comunicare una scusa: nel 34% dei casi gli intervistati affermano di usare per questo scopo proprio i social network, come Facebook e altri.

Oppure per prendere spunto attraverso video, commenti, post (21%) o di chiedere aiuto agli amici sempre per trovare la giustificazione migliore dietro cui nascondersi ad ogni occasione (17%). L’arte della scusa, però non sta solo nell’inventare un pretesto: bisogna anche saperlo reggere. In effetti, il 16% degli intervistati ammette di essere stato “pizzicato”  proprio sul Web, luogo virtuale in cui si può venir colti in flagrante nel momento scelto per accampare un impegno inderogabile. Le giustificazioni truffaldine in versione 2.0 sono dunque anche tra le più difficili da gestire.

 

Per qualcuno la scusa è una fatica (32%, soprattutto donne e 45-54enni), mentre per altri è un’arte da coltivare (21%, giovani e soggetti con alta scolarità), o addirittura una necessità (25%, soprattutto per 55-64enni) o uno stile di vita (per il 13% del campione). 

Le scuse più gettonate per gli uomini sono: ho una riunione di lavoro 43%

"c’era molto traffico" (37%), "è soltanto un’amica" 32%, non c’era campo (26%), mentre le donne dicono: "ho un terribile mal di testa" (61%); "non sono a dieta, semplicemente non ho fame" (32%), "no, non ho pianto, mi è andato qualcosa nell’occhio" (26%). 

 

In realtà gli italiani accampano scuse per motivi di solito piuttosto banali: E il mal di testa per le donne (61%) e l’impegno di lavoro per gli uomini (43%), restano comunque le più gettonate….  Si ricorre a un pretesto, oltre che per evitare un impiccio, anche per non  dover rinunciare a qualcosa a cui si tiene: questo vale per il 21% degli intervistati. Il 30%.  Tra gli altri motivi per cui si ricorre a una scusa spiccano la vogli di evitare i pranzi, incontri o riunioni (36%), per non aver rispettato o aver dimenticato un impegno preso (31%), perché siamo in ritardo ad un appuntamento (28%), per pigrizia (26%), per aver dimenticato anniversari, compleanni, date importanti (11%), ma anche per nascondere un tradimento (10%). Infine, ultimo dato da sottolineare, la scusa accomuna tutti, ma proprio tutti: solo l’1%, infatti, dichiara orgogliosamente: “Non trovo mai scuse”. 

 

**Aziende: 5 regole per avere successo sui social**
Oltre la metà dei migliori marchi italiani non ha una pagina Facebook, secondo una ricerca di Blogmeter. Le altre magari hanno molti fan, ma poche interazioni. 
Ecco alcuni consigli che possono seguire i brand:
Lo spazio è degli utenti Una cosa della quale tenere conto è che lo spazio è degli utenti ed è sbagliato dettare delle regole. In Internet le persone sono abituate a montare e smontare, a costruire il loro messaggio e a manipolare quello del marchio. Usare lo stesso approccio, imponendo di non usare termini o loghi registrati, che si ha nel mondo dell’editoria o della stampa è controproducente.  Incoraggiare la partecipazione Ha un milione di fan, e poi? Bisogna avere la voglia e il coraggio di mettersi in gioco e motivare gli utenti a partecipare. Due esempi sono quelli di Activia di Danone, che ha chiesto ai fan quale di quattro gusti volessero assaggiare e ha seguito il consiglio nella fase di produzione, e Fiat, che ha portato 1.500 ‘amici’ a fare un test drive. Il 2-3% ha poi acquistato la macchina: si tratta di un nuovo canale di marketing da affiancare a quelli tradizionali.  Selezionare le informazioni Parlare a un giornalista, a un blogger o a un internauta presente su Facebook non è ovviamente la stessa cosa. E’ dimostrato che i consumatori vogliono informazioni, sconti e vantaggi. La pagina non deve essere una vetrina di comunicati stampa o lanci, deve proporre qualcosa di interessante e coinvolgente per l’utente, che in caso contrario fugge via Google verso altri lidi.  Ascoltare i consumatori La prerogativa del dialogo è l’ascolto. Queste nuove piattaforme impongono, e quello di Activia è un valido esempio, una presa di coscienza del volere dei consumatori. Commenti, critiche e richieste devono diventare spunto per le successive decisioni di un’azienda che una volta aperto il vaso di pandora del botta e risposta non può più prescindere dallo stesso. 
 

**Aziende: 5 regole per avere successo sui social**

Oltre la metà dei migliori marchi italiani non ha una pagina Facebook, secondo una ricerca di Blogmeter. Le altre magari hanno molti fan, ma poche interazioni.

Ecco alcuni consigli che possono seguire i brand:

Lo spazio è degli utenti
Una cosa della quale tenere conto è che lo spazio è degli utenti ed è sbagliato dettare delle regole. In Internet le persone sono abituate a montare e smontare, a costruire il loro messaggio e a manipolare quello del marchio. Usare lo stesso approccio, imponendo di non usare termini o loghi registrati, che si ha nel mondo dell’editoria o della stampa è controproducente.

Incoraggiare la partecipazione
Ha un milione di fan, e poi? Bisogna avere la voglia e il coraggio di mettersi in gioco e motivare gli utenti a partecipare. Due esempi sono quelli di Activia di Danone, che ha chiesto ai fan quale di quattro gusti volessero assaggiare e ha seguito il consiglio nella fase di produzione, e Fiat, che ha portato 1.500 ‘amici’ a fare un test drive. Il 2-3% ha poi acquistato la macchina: si tratta di un nuovo canale di marketing da affiancare a quelli tradizionali.

Selezionare le informazioni
Parlare a un giornalista, a un blogger o a un internauta presente su Facebook non è ovviamente la stessa cosa. E’ dimostrato che i consumatori vogliono informazioni, sconti e vantaggi. La pagina non deve essere una vetrina di comunicati stampa o lanci, deve proporre qualcosa di interessante e coinvolgente per l’utente, che in caso contrario fugge via Google verso altri lidi.

Ascoltare i consumatori
La prerogativa del dialogo è l’ascolto. Queste nuove piattaforme impongono, e quello di Activia è un valido esempio, una presa di coscienza del volere dei consumatori. Commenti, critiche e richieste devono diventare spunto per le successive decisioni di un’azienda che una volta aperto il vaso di pandora del botta e risposta non può più prescindere dallo stesso.